L’esercizio della professione e la disciplina del titolo di Perito Industriale furono riconosciuti giuridicamente e regolamentati per la prima volta con il R.D. 11.02.1929 n° 275 che fissa in maniera sufficientemente chiara le attribuzioni del Perito Industriale e per ciascuna specializzazione.

In particolare l’art- 16 del predetto regolamento stabilisce che “spettano ai Periti Industriali, per ciascuno nei limiti delle rispettive specialità di meccanico, elettricista, edile, tessile, chimico, minerario, navale ed altre analoghe, le funzioni esecutive per i lavori alle medesime inerenti”.

Inoltre, lo stesso regolamento, stabilisce che possono essere adempiute:

  1. dai Periti Industriali di qualsiasi specialità, per ciascuno entro i limiti delle medesime, mansioni direttive nel funzionamento industriale delle aziende pertinenti alle specialità stesse;
  2. dai Periti Edili anche la progettazione di modeste costruzioni civili, senza pregiudizio di quanto è disposto da speciali norme legislative, nonché la misura, contabilità e liquidazione dei lavori di costruzione;
  3. dai Periti Navali la progettazione e la direzione di quelle costruzioni navali alle quali sono abilitati dal titolo in base a cui conseguirono l’iscrizione nell’Albo dei Periti;
  4. dai Periti meccanici, elettricisti ed affini la progettazione, la direzione e l’estimo delle costruzioni di quelle semplici macchine ed installazioni meccaniche ed elettriche, le quali non richiedono la conoscenza del calcolo infinitesimale.

Il Sindacato di categoria SNFPI (Sindacato Nazionale Fascista dei Periti Industriali) aderente alla Confederazione Fascista dei Professionisti e degli Artisti, nasce poco dopo come conseguenza logica; il suo statuto e quelli dei Sindacati Interprovinciali aderenti furono approvati con il R.D. 24/07/1930 n° 1313.

Occorreva però creare quadri ben saldi di questa giovane categoria che si affacciava alla vita professionale con tante promesse e con grandi responsabilità; quindi si rendeva necessario creare un ente forte e vitale che riunisse questi tecnici, li disciplinasse, li assistesse nello svolgimento dell’attività professionale, li facilitasse in quella affermazione professionale tanto necessaria e pur facilmente contrastabile come per tutto ciò che si presenta come novità, che non ha un passato, ma che ha la forza e il coraggio di lanciarsi verso l’incognita dell’avvenire.

Compito grave e difficile quello che si assumeva il Sindacato, specie nei confronti dei numerosi empirici che si nascondevano sotto la generica e compiacente qualifica di “tecnici” o di “periti”: era necessario innanzi tutto uniformarsi alla complessa legislazione sindacale; come era necessario sfatare preconcetti, guadagnare la fiducia di Enti ed Autorità, affermare la professione in tutti i possibili campi di lavoro, fare apprezzare la collaborazione della giovane categoria nei più vari consessi, nelle molteplici commissioni, nelle rappresentanze, in ogni riunione ove si esaminassero questioni professionali, si studiassero problemi che avessero attinenza all’incremento della produzione industriale della nostra nazione.

Il cammino è stato lungo e difficile, cosparso anche di delusioni, ma la costanza, la ferma volontà, la disciplina, la giustezza della causa hanno finito col trionfare su ogni ostacolo.

Con D.M. del 28.10.1931 veniva disposto la formazione di Comitati Regionali per gli iscritti negli Albi per le Regioni della Venezia Tridentina, del Lazio, del Piemonte, della Lombardia e della Venezia Giulia che complessivamente erano in numero non superiore a 200 iscritti.

La prima notizia rintracciata che riguarda il Sindacato in Toscana è del Maggio 1932 “…. Il Camerata Rodolfo Cecioni, ha assunto la carica di Commissario Regionale e ha iniziato il lavoro di coordinamento dell’organizzazione e di inquadramento di tutti i Periti Industriali della Toscana …..”.

La costituzione del Sindacato Regionale Toscano avvenne nel giugno 1932 alla presenza di un numeroso gruppo di Periti Industriali della Regione stessa. In tale occasione il Commissario Cecioni portava a conoscenza dell’Assemblea degli iscritti, i principali articoli del regolamento approvato con R.D. 11 febbraio 1929 n° 275, nonché le indicazioni relative alla 12 dell’Albo.

In data 21.12.1932 fu costituita e si riunì per la prima volta la “Commissione Centrale” cioè quella che in seguito prenderà la denominazione di Consiglio Nazionale.

Nel 1939 ha inizio il periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale, con il conseguente affievolimento e quasi annullamento di ogni attività professionale, la quale riprenderà solo dopo la riunificazione territoriale e politica della nostra Nazione.

Con l’emanazione del D.L.L.gt 382/1944 ha inizio la ripresa delle attività professionali e anche da parte della categoria dei Periti Industriali si provvede alla “ricostruzione” degli Albi Professionali organizzandosi in “Collegi Provinciali”.

(*) Articolo tratto da una pubblicazione dell’Ex Presidente del Collegio di Firenze – Per. Ind. Giulio Pellegrini e da un articolo pubblicato dal Cons. Naz. Per. Ind. Giuseppe Battifoglia.